Le nuove città creative UNESCO italiane: quali sono e cosa fanno

L’Italia accoglie con entusiasmo l’ingresso di nuove città nella prestigiosa Rete delle Città Creative UNESCO. Recentemente, tra le prescelte figurano Como, Modena e Biella, che si aggiungono alle altre eccellenze già riconosciute nel Paese. Questa nomina rappresenta per ciascuna città non soltanto un riconoscimento internazionale del patrimonio culturale e delle capacità creative locali, ma anche un importante stimolo per l’innovazione, l’inclusione sociale e la collaborazione globale. Nel corso dell’articolo saranno approfonditi il significato della rete UNESCO, le nuove città creative italiane, i progetti in corso e l’impatto che potranno avere non solo sulle comunità locali ma su tutto il sistema culturale italiano ed europeo.

L’Italia e la Rete delle Città Creative UNESCO: un modello internazionale di cultura

La Rete delle Città Creative UNESCO, istituita nel 2004, promuove la cooperazione internazionale tra le città che vedono nella creatività un motore strategico per lo sviluppo urbano sostenibile. Le città aderenti si distinguono per l’eccellenza e la capacità d’innovazione in sette ambiti chiave: artigianato e arte popolare, design, cinema, gastronomia, letteratura, arti mediatiche e musica. Dal 2004 a oggi, il numero delle città riconosciute nel mondo ha raggiunto oltre 350, distribuite in più di 100 paesi, a testimonianza di un trend globale di valorizzazione del capitale creativo.

L’Italia occupa un ruolo di primo piano all’interno di questa rete, con città rappresentative di quasi tutte le categorie previste dall’UNESCO. Secondo l’organizzazione, la creatività costituisce uno strumento fondamentale non solo per promuovere il patrimonio identitario dei territori, ma anche per affrontare le sfide attuali legate a sostenibilità, coesione sociale, inclusione e crescita economica. L’ingresso di nuove realtà italiane consolida il primato nazionale in Europa per il numero di città creative, confermando la capacità dell’Italia di innovare a partire da una tradizione millenaria e profondamente radicata.

La candidatura e la selezione delle città creative avvengono tramite un rigoroso processo di valutazione che tiene conto degli investimenti già realizzati, delle azioni di cooperazione internazionale e della capacità di generare effetti positivi sui cittadini. Il riconoscimento UNESCO rappresenta per le città una piattaforma preziosa per lo scambio internazionale di buone pratiche, l’accesso a fondi e progetti condivisi, offrendo uno slancio concreto alla crescita armonica e sostenibile delle comunità. (Fonte: UNESCO)

Como, Modena e Biella: le nuove città creative e i loro progetti di eccellenza

Nell’autunno 2023, l’UNESCO ha annunciato il riconoscimento di tre nuove città italiane: Como (artigianato e arte popolare), Modena (media arts) e Biella (artigianato tessile). Queste nuove protagoniste arricchiscono la già lunga lista italiana che annovera, tra le altre, Torino per il design, Parma per la gastronomia, Bologna per la musica e Roma per il cinema.

Le peculiarità che hanno determinato la selezione sono molteplici e riflettono progetti innovativi unici nel loro genere:

  • Como: Da secoli celebre per la tradizione serica, oggi si distingue come laboratorio di innovazione tra produzioni artistiche, artigianato sostenibile e valorizzazione del saper fare locale. Il piano d’azione include workshop internazionali, percorsi per giovani artigiani, mostre temporanee e festival dedicati alla contemporaneità dell’artigianato tessile e alla sua contaminazione con il design.
  • Modena: Nota per l’impegno nel settore delle arti digitali, si distingue attraverso eventi come il “Play – Festival del Gioco” e una stretta collaborazione tra scuole, università e imprese creative. Numerose sono le iniziative che uniscono musica elettronica, videoarte, laboratori di coding e gaming, con particolare attenzione all’inclusione, alla multimedialità e alla formazione dei giovani.
  • Biella: Capitale storica dell’industria tessile, oggi è impegnata nella rigenerazione di ex siti industriali trasformati in centri di innovazione, formazione e creatività. L’accento è posto su iniziative rivolte alla formazione tecnica, alla sostenibilità ambientale, all’internazionalizzazione e al contrasto allo spopolamento giovanile.

Attualmente le città italiane nella Rete UNESCO sono sedici, con progetti che rispecchiano la ricchezza e la vitalità dell’Italia creativa. Come dichiarato dal Ministero della Cultura, sono state selezionate per la capacità di porre la cultura al centro delle strategie di sviluppo locale integrato. (Fonte: Ministero della Cultura)

Effetti concreti, opportunità e sfide per i territori

L’ingresso nella Rete delle Città Creative UNESCO produce ricadute significative, sia sul fronte della valorizzazione internazionale sia per quanto riguarda gli impatti sociali, educativi ed economici. Tra gli effetti più significativi si registra l’aumento della visibilità turistica: le città ottengono maggior attenzione nei circuiti culturali mondiali e vengono spesso preferite dagli operatori turistici attenti all’autenticità e alla sostenibilità delle esperienze offerte.

All’interno delle città, si sviluppano inoltre solide reti di collaborazione tra istituzioni, imprese creative e cittadini. I progetti sostenuti dall’UNESCO stimolano la nascita di distretti culturali innovativi, la rigenerazione urbana e la partecipazione attiva di scuole e cittadini. Tuttavia, emergono anche problematiche come il rischio di gentrificazione culturale, ossia la trasformazione di alcuni quartieri popolari in aree a vocazione turistica prevalente, con conseguente aumento dei prezzi e rischio di allontanamento dei residenti storici. Questo aspetto è al centro del dibattito accademico e delle consultazioni pubbliche promosse da molte amministrazioni locali.

Si discute inoltre del delicato equilibrio tra tutela dell’identità locale e apertura ai processi globali della cultura contemporanea. Secondo un recente report della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, la sfida principale resta quella di porre le comunità residenti al centro dei processi di innovazione, evitando l’imposizione di modelli esterni che possano indebolire le autenticità territoriali.

Crescita e innovazione: il ruolo dei giovani nella cultura creativa

Un punto cardine delle politiche delle città creative italiane è la forte attenzione verso il coinvolgimento dei giovani e il rafforzamento dei percorsi formativi nei settori creativi. Numerose iniziative già avviate puntano sull’inclusione di studenti, makers, startup e giovani artigiani attraverso bandi, laboratori, concorsi e percorsi di mentoring sostenuti da enti pubblici e privati.

Como, ad esempio, ha attivato collaborazioni con scuole superiori ed enti formativi del territorio per la trasmissione delle tecniche di tessitura e l’uso delle nuove tecnologie digitali applicate all’artigianato. Modena promuove hackathon e percorsi di didattica innovativa con focus sulle tecnologie creative e le media arts, mentre Biella sostiene borse di studio e tirocini in partnership con le industrie tessili locali. Questi interventi potenziano il sistema educativo e creano nuove opportunità professionali per le giovani generazioni, valorizzando nel contempo le radici culturali dei territori.

Costruire il futuro: cultura inclusiva e sostenibilità come priorità

Guardando avanti, la sfida più ambiziosa riguarda la creazione di un modello culturale in grado di coniugare sviluppo economico, inclusione sociale e tutela della biodiversità creativa locale. Le città creative italiane sono chiamate a confrontarsi con temi come la digitalizzazione, l’economia circolare nelle filiere produttive e l’innovazione organizzativa nella pubblica amministrazione culturale, sempre in costante dialogo con i cittadini e le comunità residenti.

Le reti coordinate dall’UNESCO facilitano la progettazione di piani strategici condivisi e la creazione di alleanze tematiche, ad esempio nel turismo lento, nelle filiere corte artigianali e nei progetti di sostenibilità energetica applicati ai distretti della cultura. Secondo quanto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il sostegno agli investimenti nelle città creative può produrre effetti rilevanti anche in termini di occupazione e di capacità di attrarre investimenti stranieri.

Una tradizione che guarda al domani: Italia tra eredità e innovazione

L’ingresso di Como, Modena e Biella nella Rete UNESCO dimostra che il patrimonio culturale italiano è tutt’altro che statico: si rinnova grazie a investimenti, partecipazione condivisa e particolare attenzione alla formazione. Queste città creative non solo valorizzano i talenti e le tradizioni locali, ma aprono nuovi spazi di dialogo internazionale, innovando processi produttivi e rigenerando il tessuto sociale dei territori. Questa è la vera forza dell’Italia contemporanea: una cultura viva, capace di evolversi e di fare della creatività un ponte stabile verso il futuro.

Per ulteriori approfondimenti e per scoprire meglio la Rete delle Città Creative UNESCO, è possibile consultare il sito ufficiale UNESCO. Fonti principali: UNESCO, Ministero della Cultura, Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Restiamo in contatto

Siamo sempre alla ricerca di nuovi contributi. Se vuoi collaborare con noi, scrivi una mail a [email protected].