Quantum computing: cosa stanno facendo le università italiane

Le università italiane sono oggi tra i protagonisti di un movimento che sta ridefinendo i confini della scienza e della tecnologia: la ricerca sul quantum computing. Da Torino a Napoli, passando per Milano, Roma e Bologna, numerosi atenei stanno investendo risorse e competenze per formare ricercatori e sviluppare soluzioni d’avanguardia. Il quantum computing promette non solo rivoluzioni informatiche, ma anche importanti ricadute su settori come la medicina, la finanza e la sicurezza informatica. In questo articolo vengono analizzati i progetti chiave avviati nelle principali università italiane, le collaborazioni internazionali e il ruolo che il nostro Paese si sta ritagliando nel panorama mondiale. Saranno inoltre approfonditi gli impatti possibili per la società e le grandi sfide – etiche, tecniche e culturali – che ruotano attorno a questa nuova frontiera dell’innovazione.

Un paradigma emergente per la scienza italiana

Negli ultimi anni il quantum computing è emerso come uno dei settori più promettenti e strategici della ricerca globale. Questa disciplina sta rivoluzionando il modo in cui i computer elaborano i dati, sfruttando le leggi della meccanica quantistica che regolano il comportamento delle particelle su scala subatomica. A differenza dei computer tradizionali, i computer quantistici possono eseguire calcoli simultanei su una vasta gamma di input, aprendo scenari impensabili per la soluzione di problemi complessi, come la simulazione di sistemi molecolari o la crittografia avanzata. Le università italiane hanno riconosciuto rapidamente questo cambio di paradigma, incrementando corsi di laurea, dottorati e master dedicati, ma anche fondando veri e propri centri di ricerca interdisciplinari. Atenei come il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Padova, La Sapienza di Roma e l’Università degli Studi di Napoli Federico II hanno inserito il quantum computing tra le priorità dei propri investimenti accademici e scientifici.

Progetti e collaborazioni: la ricerca italiana nel panorama quantistico

L’Italia si distingue per alcune iniziative di assoluto rilievo, grazie sia a investimenti pubblici che alla partecipazione a reti europee e mondiali. Secondo i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), attualmente più di dieci atenei italiani collaborano in progetti di ricerca europei come Quantum Flagship, l’iniziativa UE che mira a sostenere la ricerca quantistica con oltre 1 miliardo di euro entro il 2028 (fonte: European Commission).

Tra le realtà più attive troviamo:

  • Politecnico di Milano: centro leader per la ricerca in algoritmi quantistici e simulazioni di materiali avanzati. Ospita laboratori attrezzati con piattaforme di simulazione quantistica e progetti pilota sviluppati in collaborazione con big tech mondiali.
  • Università degli Studi di Padova: si distingue per il Dipartimento di Fisica e Astronomia, attivo nei settori della crittografia quantistica e delle reti quantistiche di comunicazione. Partecipa inoltre a collaborazioni con l’INFN per l’integrazione di sistemi di calcolo quantistico nelle infrastrutture di supercalcolo europee.
  • Università La Sapienza di Roma: ha istituito uno dei primi indirizzi di dottorato in informatica quantistica e sviluppa ricerche applicate per migliorare la sicurezza delle comunicazioni sensibili.

Un elemento di forza è rappresentato dalle partnership tra pubblico e privato. IBM, grazie al proprio Quantum Network, ha coinvolto anche università italiane nei suoi programmi di accesso alle tecnologie e alle piattaforme quantistiche proprietarie, offrendo agli studenti la possibilità di effettuare esperimenti su veri computer quantistici remoti. Fondamentale è anche la partecipazione a progetti come Q@TN – Quantum at Trento, consorzio che raggruppa Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler e CNR, specializzato in sensoristica quantica e computazione avanzata per applicazioni in settori come l’ambiente e la salute pubblica.

I numeri sono incoraggianti: secondo il MUR, tra il 2020 e il 2024 il numero di borse di dottorato finanziate sulla fisica e informatica quantistica è cresciuto del 40%. Inoltre, il National Quantum Science and Technology Institute – realtà interuniversitaria fondata nel 2022 – coordina oggi oltre 150 ricercatori provenienti da dieci atenei diversi, confermando come la filiera italiana stia crescendo sia dal punto di vista scientifico che didattico.

Innovazione e opportunità per le imprese italiane

Il quantum computing apre ormai prospettive concrete di innovazione, ma solleva anche interrogativi importanti sul suo impatto nel mondo reale. Secondo l’ultimo report del World Economic Forum (2023), il 35% delle grandi imprese in Europa nei settori fintech, health e logistica prevede di utilizzare algoritmi quantistici per ridurre costi e ottimizzare servizi entro il 2030. Gli atenei italiani, lavorando in sinergia con startup e industrie, svolgono un ruolo cruciale come incubatori di competenze e di soluzioni applicative. Il progetto Quantum Computing for Business sviluppato dal Politecnico di Torino, ad esempio, si propone di tradurre i risultati scientifici in strumenti operativi per le aziende, facilitando il trasferimento tecnologico. Tuttavia, resta aperto il dibattito tra chi vede nel quantum computing un’opportunità di emancipazione tecnologica per l’Italia e chi, invece, teme che le capacità di calcolo quantistico possano accentuare il divario tra grandi potenze tecnologiche e nazioni meno avanzate.

L’adozione delle tecnologie quantistiche in ambito pubblico e privato comporta anche una profonda revisione dei sistemi di sicurezza informatica. Gli algoritmi classici, oggi considerati affidabili, potrebbero divenire vulnerabili a nuovi metodi di attacco, rendendo urgente lo sviluppo di soluzioni di post-quantum cryptography sulle quali diversi gruppi di ricerca universitari italiani sono già all’opera.

Le nuove competenze digitali: l’università come laboratorio di talenti

Le università italiane giocano un ruolo insostituibile non solo nella ricerca, ma anche nella formazione di talenti qualificati in ambito quantistico. L’interdisciplinarità dei percorsi – che unisce fisica, informatica, matematica e ingegneria – rappresenta una grande risorsa nel posizionare l’Italia come serbatoio di competenze per le industrie hi-tech. Numerosi master e corsi di laurea sono stati recentemente rinnovati o istituiti, come il Master in Quantum Technologies dell’Università di Firenze, che prevede stage presso aziende leader e centri di ricerca internazionali.

L’importanza della formazione è ribadita anche dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che destina fondi specifici alla transizione digitale e alle tecnologie abilitanti. Secondo le linee guida pubblicate dal MUR nel 2023, il quantum computing è tra le aree considerate prioritarie per la modernizzazione del sistema universitario italiano. Gli studenti possono così cimentarsi in esperienze laboratoriali di frontiera e contribuire direttamente all’avanzamento della conoscenza, stimolando quella filiera di ricerca e sviluppo che permetterà all’Italia di non restare ai margini della prossima rivoluzione tecnologica.

Benefici, rischi e alleanze per la società italiana

L’affermazione del quantum computing può portare benefici concreti alla società italiana, dalle diagnosi mediche più rapide grazie alle simulazioni molecolari, fino alla pianificazione ottimizzata delle reti di trasporto o alla tutela della cybersecurity nazionale. Tuttavia, la corsa alle tecnologie quantistiche determina anche rischi rilevanti: il pericolo di un digital divide ancora più marcato, la necessità di aggiornare la privacy e la sicurezza dei dati, nonché il bisogno di nuove normative che garantiscano un equilibrio tra innovazione e tutela sociale. La partecipazione attiva dell’Italia alle reti di ricerca europee e l’avvio di alleanze pubblico-private costituiscono dunque elementi essenziali per governare una transizione che, se ben gestita, potrà rafforzare competitività, inclusione e sviluppo sostenibile.

Per approfondire ulteriormente il tema, si consiglia la consultazione dei report disponibili sul sito della European Commission, che offre una panoramica dettagliata sugli investimenti e sulle strategie dei Paesi membri per la crescita del quantum computing.

Dal laboratorio alla società: la corsa italiana verso il futuro

L’Italia, grazie alla vitalità delle sue università, si conferma protagonista nella corsa alle tecnologie quantistiche, capace di competere sul piano internazionale e di formare una nuova generazione di ricercatori e professionisti di eccellenza. Il quantum computing resta una sfida aperta, fatta di promesse ma anche di complessità. Il percorso che parte dai laboratori per arrivare ai servizi in grado di migliorare la vita di tutti è ancora lungo, ma l’impegno degli atenei, la sinergia con imprese e istituzioni e la qualità dell’offerta formativa fanno ben sperare per una leadership italiana nella rivoluzione digitale che ci attende nei prossimi anni.

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